Rapporto tra correzioni acustiche e diffusori

Pubblicato da Alessandro Rimelli il

Uno dei temi più dibattuti nel settore dell’audio professionale riguarda la correlazione tra gli interventi di correzione acustica effettuati in una stanza e le caratteristiche dei diffusori.

Per “caratteristiche dei diffusori” intendiamo i dati ufficiali rilasciati dai costruttori, tra cui risposta in frequenza, risposta di fase, ritardo di gruppo, risposta all’impulso e ai transienti, crossover, diagramma di direttività e dispersione (risposta in frequenza misurata fuori asse a varie angolazioni, sia in verticale sia in orizzontale), diffrazione, gamma dinamica, linearità, forma e materiale del cabinet, tecnologia e materiale del driver.

Gli interventi di correzione acustica possono essere attivi o passivi. Quelli attivi consistono nell’elaborazione digitale del segnale attraverso processori dedicati; quelli passivi prevedono l’impiego di elementi per il trattamento acustico – pannelli acustici diffondenti/assorbenti, bass trap, ecc. Si tratta di due approcci differenti ed è chiaro che l’elaborazione acustica non potrà mai sostituire una buona acustica passiva. Entrambi gli interventi presentano delle limitazioni, ma possono essere considerati come soluzioni complementari utili per migliorare un sistema audio che parta già da un buon livello qualitativo, anche se ciò che si consiglia sempre e comunque è l’adozione di un approccio basato sulla progettazione anziché fare affidamento su qualsiasi tecnologia di correzione acustica ambientale per risolvere problemi spesso molto importanti.

Partendo dalle premesse che un diffusore è la risultanza di molti elementi e scelte di design differenti, e che i costruttori devono soddisfare i requisiti di un certo target di applicazioni, con prezzi e qualità adatti a tutti i budget, ne consegue che sul mercato è disponibile un’ampia gamma di diffusori tra cui scegliere – e la scelta di un buon diffusore è fondamentale per il risultato finale.

L’interazione tra diffusore e stanza costituisce il fattore singolo più importante nelle prestazioni di un sistema, ma anche progettando una stanza sulla base delle caratteristiche di un diffusore, entrerebbero in gioco ancora così tanti parametri da rendere quasi impossibile la previsione esatta del comportamento di un determinato diffusore in un ambiente. Proprio per questo motivo, con la misurazione in stanza durante la messa a punto di un sistema si ottengono risultati migliori rispetto a qualsiasi modello pre-calcolato o basato sulle simulazioni.

Le caratteristiche del diffusore che possono essere influenzate in maniera più evidente applicando l’elaborazione acustica sono: risposta in frequenza, risposta di fase, ritardo di gruppo, risposta all’impulso e ai transienti e crossover. È compito del tecnico acustico che effettua la calibrazione determinare come e quanto debba essere l’impatto della correzione su questi elementi. Caratteristiche meno influenzabili da un’elaborazione elettronica sono direttività, dispersione e diffrazione. È facile correggere una cattiva risposta in frequenza su una singola posizione di ascolto con l’elaborazione, diventa invece molto difficile compensare una risposta fuori asse incoerente su più posizioni. La diffrazione acustica, che si verifica sui bordi del cabinet, può essere compensata con l’elaborazione nelle frequenze acute, mentre è più difficile ottenere una compensazione sulle basse frequenze.

Gamma dinamica, linearità, forma e materiale del cabinet, tecnologia e materiale del driver sono caratteristiche puramente elettroacustiche e meccaniche, non modificabili con interventi di compensazione elettronica.

CONCLUSIONI

Se non eseguita correttamente, l’ottimizzazione diffusore/stanza può peggiorare il suono di un sistema audio. L’ottimizzazione elettronica offre il vantaggio di rendere giustizia a diffusori di qualità scelti in modo appropriato. Non possiamo affermare che un’elaborazione elettronica rimuova completamente le caratteristiche di un diffusore, dal momento che alcune delle caratteristiche che contribuiscono alla firma sonora unica di un diffusore non sono nemmeno considerate, misurate o compensate. Ecco perché dipende tutto dall’equilibrio tonale generale e dal modo in cui un sistema di diffusori è stato calibrato, e, soprattutto, da chi: l’orecchio, il gusto e l’abilità di un tecnico acustico esperto fanno ancora e sempre la differenza.


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